Le infezioni respiratorie delle alte vie aeree
Quando si parla di alte (o prime) vie aeree, dal punto di vista strettamente anatomico si fa riferimento a quella parte dell’apparato respiratorio che comprende le narici, le cavità nasali, la faringe, la laringe e che garantisce il passaggio dell’aria verso la trachea, i bronchi e i polmoni. Le infezioni delle alte vie respiratorie sono le più comuni malattie infettive acute. Quando c’è un’infiammazione acuta causata da virus e batteri tutte le varie parti delle alte vie aeree sono coinvolte (naso, faringe, seni paranasali). Il Medico userà varie definizioni per precisare la sua diagnosi a seconda della parte più o meno coinvolta. Le diagnosi più frequenti sono la rinofaringite acuta (o raffreddore comune, infiammazione delle cavità nasali, della faringe e delle tonsille), la rinosinusite acuta (infiammazione delle cavità nasali e dei seni paranasali) e la faringite e faringotonsillite acuta (infiammazione della faringe, dell’ugola e delle tonsille). Sembra ormai certo, inoltre, che quando c’è un’infezione delle alte vie respiratorie anche le basse vie sono interessate dall’infiammazione seppure in modo meno intenso e questo spiega perché la tosse sia uno dei sintomi più frequenti, fastidiosi e di più lunga durata.
Le infezioni delle alte vie interessano tutte le età: gli adulti e gli adolescenti vanno incontro in media a 2-4 episodi per anno, i bambini a 6-8. Pur essendo in genere infezioni benigne e capaci di autoguarigione, per la loro frequenza causano molto disagio, assenze dal lavoro e da scuola, costi sociali molto elevati e spesso utilizzo inappropriato dei farmaci.

Cosa scatena un’infezione delle alte vie respiratorie?
La maggior parte di queste infezioni sono di origine virale, meno frequentemente sono responsabili i batteri (circa il 25% dei casi). Virus e batteri penetrano nell’organismo in due modi: o attraverso le piccolissime goccioline di saliva o di secrezioni nasali che vengono espulse da chi tossisce e starnutisce senza coprirsi bocca e naso con un fazzoletto, o perché ci si porta le mani alla bocca o al naso dopo aver toccato inavvertitamente superfici contaminate. Una volta penetrati nel naso, virus e batteri invadono la mucosa che ricopre le pareti delle cavità nasali, dei seni paranasali e della faringe, attivando sistemi di difesa meccanici e immunitari.
Tra le difese meccaniche sono particolarmente attive ed efficaci: il muco che intrappola gli agenti patogeni e ne facilita l’espulsione e le ciglia vibratili delle cellule della mucosa, microscopiche ciglia che con un movimento regolare spingono muco e agenti aggressivi verso il rinofaringe. Il sistema immunitario reagisce in maniera pronta all’arrivo dei germi sia producendo sostanze chimiche che scatenano l’infiammazione, utile per bloccare gli agenti patogeni, sia richiamando speciali cellule che hanno il compito di catturarli e digerirli (in termine tecnico “fagocitare”).
Nel corso di una malattia infettiva che provoca infiammazione nella mucosa vengono prodotte delle sostanze ossidanti, i radicali liberi, che possono essere nocivi per la mucosa stessa. La potente reazione di difesa messa in atto dall’organismo è responsabile almeno in parte sia dei danni alla mucosa sia dei fastidiosi sintomi che si accusano durante un’infezione respiratoria acuta (febbre, dolore, tosse).

Quando sta male soprattutto il naso


Rinite o rinofaringite acuta (raffreddore comune) É una malattia virale che si manifesta con sintomi prevalentemente a carico del naso e della gola. I primi sintomi compaiono a distanza di 2-3 giorni dal contagio. Molto comuni il senso d’irritazione in gola (con secchezza e bruciore), gli starnuti, lo scolo nasale (nei primi giorni molto fluido e chiaro e dopo 2-3 giorni più denso ed opaco), la sensazione di naso chiuso, la tosse secca ed irritante, febbricola e raucedine, talvolta occhi infiammati. Sono molto meno frequenti la febbre elevata, i dolori muscolari e il senso di debolezza che sono sintomi più tipici dell’influenza e delle forme parainfluenzali. I sintomi del raffreddore comune possono durare 4-9 giorni, la guarigione è spontanea e in genere non ci sono complicanze a carico di bronchi e polmoni. Quando si ha la rinite (da virus o allergica) si sta male a causa del naso ostruito e della respirazione a bocca aperta che accentuano la sensazione di gola secca. Fastidioso anche il ristagno di muco nella parte alta della gola (rinofaringe); lo scolo continuo di secrezioni mucose verso le parti basse della faringe, associato alla sensazione di gola secca, scatenano il bisogno di tossire. Il fastidio spesso si accentua durante la notte e nel caso dei bambini è meno tollerato e porta a interruzioni frequenti del sonno.

Rinosinusite acuta
Il naso è sempre infiammato quando i seni paranasali sono infiammati; per questo è più preciso parlare di rinosinusite piuttosto che, solamente, di “sinusite”. Un’infiammazione evidente dei seni paranasali (rinosinusite acuta) è presente in circa il 90% dei pazienti con raffreddore comune. Questa infiammazione è di origine virale, in genere migliora in maniera importante nell’arco di una decina di giorni e si risolve spontaneamente prima di 4 settimane. La complicanza batterica non è comune e interessa solo il 2% dei soggetti adulti con rinosinusite virale. Perché si ammalano i seni paranasali? I virus causano un rigonfiamento (congestione) della mucosa che blocca la porta di comunicazione (ostio) tra il naso e i seni paranasali e impedisce alle ciglia vibratili di eliminare il muco. L’ostruzione e il ristagno di muco creano un ambiente molto favorevole allo sviluppo dei virus e batteri, facilitando la persistenza dell’infezione. Il trattamento del raffreddore comune e della rinosinusite acuta virale Occorre innanzitutto valutare anche con l’aiuto del Farmacista se sono presenti disturbi che richiedono necessariamente di consultare il Medico curante per il sospetto di una rinosinusite di origine batterica.
Per tutti gli altri casi in cui si può pensare a un raffreddore comune o a una rinosinusite virale occorre innanzitutto avere in mente che non esiste il farmaco “ideale” e soprattutto non esiste una terapia efficace per eliminare i virus dall’organismo. Gli antibiotici non sono di alcuna utilità quando si può escludere una complicanza batterica. Per lenire i sintomi e alleviare il fastidio causato dalla congestione nasale possono essere utili alcuni provvedimenti quali l’umidificazione ambientale, i trattamenti umidificanti delle mucose con aerosol, i lavaggi nasali con soluzione fisiologica, ecc. Gli antistaminici, i decongestionanti nasali, gli espettoranti e i sedativi della tosse, pur molto utilizzati, non sono molto efficaci nell’accelerare la guarigione. L’uso abituale di decongestionanti nasali può addirittura causare un gonfiore (edema) reattivo della mucosa che accentua il senso di naso chiuso e la difficoltà di respirare. L’abuso di farmaci vasocostrittori può causare lesioni anche gravi alla mucosa nasale. L’uso dei vasocostrittori, inoltre, è vietato nei bambini di età inferiore ai 2 anni.

Le piante e le sostanze naturali per curare la rinite e la rinosinusite

Con le sostanze naturali e le piante medicinali si può intervenire in modo efficace sia a livello locale sia generale anche in concomitanza e a sostegno di una eventuale terapia antibiotica che si rendesse necessaria.

Intervento locale
L’infiammazione del naso causata da virus e batteri e da sostanze irritanti ambientali, come per esempio i pollini o altri allergeni, può trovare un forte giovamento da trattamenti con combinazioni di sostanze naturali finalizzate a proteggere, lenire, e favorire il processo di rigenerazione della mucosa nasale. Nelle infezioni da virus e batteri o nel contatto con altre sostanze irritanti, la mucosa è “aggredita” e danneggiata; non avendo farmaci efficaci per eliminare direttamente gli “aggressori”, non resta che intervenire proteggendo la mucosa dal contatto con chi la danneggia. La natura fornisce sostanze in grado di aderire essa formando una pellicola (film) protettiva nei confronti degli agenti irritanti e che riducono l’eccessiva secrezione nasale, facilitando l’espulsione del muco. Svolgono questa azione le resine che possono trovarsi ad esempio negli estratti di incenso e mirra e i polisaccaridi presenti nell’Aloe.
La ricostituzione dell’integrità della mucosa nasale è inoltre favorita dall’effetto emolliente e lenitivo che si può avere grazie agli oli vegetali, ad esempio olio di Jojoba e dall’effetto idratante dei polisaccaridi, presenti nell’Aloe.
Per ottenere una sensazione di freschezza e per ridurre la congestione nasale possono essere inoltre utili gli oli essenziali che quando vengono inalati o entrano in contatto con le mucose o con la cute hanno anche un’intensa azione antiossidante (azione che neutralizza i radicali liberi) che giova molto alle mucose infiammate. Tra gli oli essenziali utili in questo senso si possono citare l’olio essenziale di Niaouli, quello di Eucalipto e di Lavanda. L’applicazione più volte durante la giornata di combinazioni equilibrate di queste sostanze può attenuare in maniera importante la sintomatologia e accelerare il processo di guarigione.

L’importanza del lavaggio nasale
L’igiene nasale è un semplice gesto che si traduce nel primo atto terapeutico per la salute delle vie respiratorie; lavare il naso infatti non è solo igiene e trattamento del raffreddore, ma molto di più: favorisce la guarigione e riduce il rischio di affezioni respiratorie secondarie ed otiti. A questo scopo può essere molto utile effettuare lavaggi con soluzioni ipertoniche bilanciate e standardizzate (per favorire l’azione decongestionante evitando però un eccessivo richiamo di acqua dai tessuti che può provocare irritazione della mucosa).
Queste soluzioni agiscono riducendo il gonfiore della mucosa che crea ostruzione, promuovendone la protezione e liberando il naso dal muco in eccesso favorendo un’accurata detersione nasale grazie ad un lavaggio profondo e completo che permetta l’allontanamento degli agenti patogeni, irritanti ed allergizzanti. Per favorire il richiamo di liquidi dalla mucosa congestionata e rimuovere l’accumulo di muco ed agenti esterni si possono utilizzare soluzioni ipertoniche che contengano sali di origine naturale come ad esempio il Salgemma o il sale rosa dell’Himalaya. L’azione lavante può inoltre essere supportata da sostanze naturali quali i tannini (presenti ad esempio nell’Amamelide) che riescono ad inattivare la bradichinina, mediatore dell’infiammazione alla base della congestione nasale, precipitandola e promuovono la protezione della mucosa riducendo la congestione nasale.

Intervento di sostegno per via generale
Per sostenere il sistema immunitario nella sua “battaglia” contro virus e batteri oltre che intervenire localmente sulla mucosa si può aiutare l’organismo anche per via generale. Tra le piante più interessanti a questo scopo, quando si soffre di un’infezione respiratoria delle alte vie, troviamo l’Echinacea e l’Uncaria (più adatta all’uso nell’adulto). Prodotti che contengono combinazioni equilibrate di estratti di queste piante possono essere assunte ai primi segni di malattia, e l’assunzione va continuata per una decina di giorni, anche in abbinamento con quanto prescritto dal Medico.

Quando sta male soprattutto la gola

Faringite o faringotonsillite
È un’infezione o irritazione della faringe e delle tonsille, quasi sempre di origine infettiva. Questa malattia può essere parte di un’infezione diffusa delle alte vie respiratorie o essere isolata e localizzata solo alla faringe. Ancora una volta i virus sono i maggiori responsabili (70% dei casi); nella gran parte delle forme dovute ai batteri il responsabile è lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A (SBEGA).
La faringotonsillite da SBEGA è più comune tra i 5 e i 15 anni di età, ma anche gli adulti e i bambini più piccoli possono soffrirne, è comunque rara nei bambini di età inferiore ai 3 anni. I virus e i batteri sono in grado di invadere la mucosa della faringe scatenando una risposta immunologica infiammatoria di difesa che causa dolore (mal di gola), senso d’irritazione (bruciore, prurito) e dolore alla deglutizione. Non è facile distinguere tra le faringotonsilliti virali e quelle batteriche solo sulla base dei sintomi, e questo è un problema soprattutto per la faringotonsillite da SBEGA che va trattata sempre con l’antibiotico per il timore delle rare ma possibili complicanze (malattia reumatica e glomerulonefrite poststreptococcica). Il tampone faringeo per la ricerca dello SBEGA è forse l’unico modo per fare diagnosi con certezza nella maggior parte dei casi. Tuttavia si può attendere qualche giorno prima di consultare il Medico ed eseguire il tampone faringeo, se si ha solamente mal di gola con scolo di naso, starnuti, occhi arrossati e tosse. Occorre invece consultare il Medico se compaiono dolore intenso, tonsille ingrossate con essudato (le cosiddette placche), linfonodi del collo ingrossati, o piccoli puntini di colore rosso intenso sul volto e sul corpo (cosiddetto eritema) e febbre. Comunque ogni “mal di gola” che si protragga oltre una settimana senza migliorare richiede un controllo Medico.

Come trattare la faringotonsillite acuta
Anche nel caso di questa malattia è necessario valutare, magari con il supporto del Farmacista, se sono presenti sintomi che richiedono necessariamente di consultare il Medico curante per eseguire il tampone faringeo ed escludere una faringotonsillite da Streptococco beta-emolitico di gruppo A, visto che nel caso di tampone faringeo positivo è obbligatorio il trattamento con antibiotico per 10 giorni.
Nelle persone che non hanno problemi dal punto di vista immunologico (ossia che non hanno malattie che abbassano le difese immunitarie) il trattamento delle faringotonsilliti virali è solo sintomatico, cioè orientato solo a lenire il fastidio provocato dall’infiammazione.

Le piante e le sostanze naturali per curare il mal di gola
Come nel caso della rinite, anche per la terapia della faringotonsillite le sostanze naturali e le piante medicinali possono essere utili sia per un intervento locale sia per via generale e possono essere assunte in concomitanza e a sostegno di un’eventuale terapia antibiotica.

Intervento locale
Anche in questo caso, in assenza di un trattamento con farmaci antivirali efficaci, si può intervenire con sostanze naturali che proteggono la mucosa dall’azione aggressiva dei virus, la idratano riducendo il senso di “gola secca” e leniscono il dolore. L’azione protettiva può essere affidata ancora una volta ai polisaccaridi, alle resine e alle gomme opportunamente estratti e lavorati. I polisaccaridi in elevata concentrazione si rigonfiano a contatto con l’acqua e creano una massa gelatinosa e ricca di acqua (in termine tecnico “mucillaginosa”) che protegge e idrata la mucosa. Questo è utile anche per alleviare la sensazione di secchezza della gola e per un’azione lenitiva del dolore. Utili anche per l’azione rinfrescante e lenitiva degli oli essenziali come ad esempio quelli di Eucalipto e Menta. Combinazioni di polisaccaridi (di Aloe e/o Salvia), resine (di Mirra) e oli essenziali hanno un effetto potenziato dovuto alla sinergia positiva (interazione e cooperazione) dei componenti. Queste combinazioni aderiscono alla mucosa della faringe formando su di essa un film protettivo che limita il contatto con gli agenti irritanti ed esplica un’azione idratante e lenitiva e antidolorifica indiretta. In questo modo si attenuano i sintomi tipici del “mal di gola” come il bruciore, il dolore e la difficoltà a deglutire.
Combinazioni di sostanze naturali con questo meccanismo di azione sono utili non solo per trattare le faringotonsilliti di origine infettiva ma anche quelle situazioni d’irritazione della gola causate dall’esposizione a condizioni ambientali sfavorevoli, come soggiornare a lungo in ambienti poco arieggiati e affollati, troppo caldi e con scarsa umidità ambientale, ad alta concentrazione di contaminanti urbani o industriali o essere esposti al fumo di sigaretta.

La tosse
La tosse è un meccanismo fisiologico fondamentale per il benessere delle vie respiratorie, in quanto ha il compito di impedire che corpi estranei entrino nelle vie respiratorie basse e difende l’apparato respiratorio dalle sostanze irritanti. Talvolta, tuttavia, può essere estremamente fastidiosa e disturbante per adulti e bambini. Nel bambino la tosse è quattro volte più frequente che negli adulti e le donne ne soffrono più degli uomini. È un problema sanitario di grande rilevanza perché nell’adulto causa assenze dal posto di lavoro, consumo di farmaci e frequenti consultazioni dal Medico. Nel caso dei bambini li disturba molto impedendo loro di dormire serenamente e talvolta anche di mangiare con appetito e di frequentare l’asilo nido o la scuola. Sia nell’adulto sia nel bambino, considerato il suo compito di “spazzino” delle vie respiratorie, la tosse non va mai eliminata del tutto ma solo limitata nella sua intensità, per renderla più sopportabile. Durante le infezioni delle alte vie respiratorie la tosse può essere molto intensa e fastidiosa, e può continuare a lungo per risolversi spontaneamente in genere non oltre le 3 settimane (tosse acuta). Questo perché i virus, i batteri, o altre sostanze inalate infiammano la mucosa e riducono la sua capacità di tollerare gli stimoli irritativi. Sono le stesse sostanze che vengono prodotte per difendersi dai virus (i cosiddetti mediatori dell’infiammazione e le secrezioni mucose) a stimolare in maniera esagerata il riflesso della tosse. Inoltre, lo scolo di filamenti vischiosi di muco dal naso verso la faringe “solletica” ripetutamente la mucosa provocando un bisogno di tossire continuo e irritante. Quando la tosse continua oltre le 3 settimane ma meno di 8 è chiamata tosse subacuta, se persiste oltre le 8 settimane si dice che è una tosse cronica. Mentre è pericoloso calmare profondamente o far sparire il riflesso fisiologico della tosse,può essere molto utile limitarne l’intensità e renderlo meno frequente e più tollerabile, meno fastidioso e il meno disturbante possibile.

Il trattamento della tosse
Le persone di qualunque età che soffrono di malattie respiratorie croniche (es. asma, malformazioni dell’apparato respiratorio, broncopneumopatia cronica ostruttiva, ecc.) devono consultare sempre il Medico curante quando si manifesta tosse acuta. Chi non soffre di problemi respiratori cronici deve comunque valutare anche con l’aiuto del Farmacista se è necessario consultare il Medico curante, prima di decidere cosa assumere per attenuare una tosse fastidiosa.
Nonostante tanti anni di ricerche non è stato ancora scoperto un farmaco che sia contemporaneamente efficace per la tosse ma che non causi effetti collaterali. La maggior parte dei trattamenti da banco (automedicazione) tenta di sopprimere la tosse o di fluidificare il muco e di favorire l’espettorazione con l’intento di ridurre l’intensità e la frequenza in poco tempo. Inoltre i farmaci in grado di “ammorbidire” il muco (mucolitici) non possono essere utilizzati al di sotto dei 2 anni di età.

Per alleviare il disagio del bambino con tosse e accompagnarlo nel processo di guarigione possono essere utili gli accorgimenti: Far bere al piccolo molta acqua per rendere il muco fluido e facilitarne l’eliminazione.
Dargli spesso anche liquidi tiepidi per decongestionare le vie respiratorie e per fluidificare il muco.
Pulire accuratamente il naso, più volte al giorno, con soluzione fisiologica (almeno un ml per narice).
Non alzare troppo la temperatura all’interno dell’abitazione.Quella ideale è intorno ai 18-20 gradi.
Umidificare gli ambienti.
Non far soggiornare il bambino in ambienti dove si è fumato.
Non vestire il bambino con indumenti troppo pesanti.
Di notte vestirlo con un pigiama leggero, senza esagerare con coperte e piumoni.

Le piante e le sostanze naturali per curare la tosse
Come si è detto in precedenza, in tanti anni di ricerca non si è riusciti a trovare un farmaco realmente efficace per curare la tosse. Probabilmente perché si è sempre cercato un prodotto che calmasse il sintomo, mentre è più utile cercare di limitare i danni causati dall’infezione delle alte vie aeree sulla mucosa. Alcune sostanze naturali opportunamente estratte dalle piante e combinate al miele, possono essere molto efficaci in questo senso. Infatti, garantiscono un’efficace protezione della mucosa e riescono a ridurre il danno dovuto ai virus, batteri, alle sostanze infiammatorie e al continuo stimolo irritativo provocato dai filamenti di muco che colano dal naso in gola. Il cosiddetto ”effetto barriera” in questo caso si può ottenere con le resine della Grindelia ma anche della Mirra e i polisaccaridi della Piantaggine che, oltre a proteggere la mucosa dal contatto con gli stimoli esterni (microrganismi, sostanze irritanti, polvere, polline, ecc.) e dall’azione irritante delle sostanze che essa stessa ha prodotto per difendersi (muco e mediatori dell’infiammazione), la idratano e leniscono l’irritazione. Il miele è ricco di zuccheri che fanno aumentare la salivazione cosa che determina un effetto lenitivo sulla mucosa e arricchisce il muco di acqua; il miele contiene anche flavonoidi che hanno un’azione antiossidante. Anche le saponine della Grindelia agiscono sul muco e lo rendono più fluido. Saponine e zuccheri del miele facilitano l’espettorazione del muco. I flavonoidi dell’Elicriso, una classe di sostanze ad azione antiossidante, riescono a ridurre, in maniera indiretta, il danno della mucosa causato dall’infiammazione.
E’ possibile inoltre agire sull’infiammazione attraverso i tannini e flavonoidi da Agrimonia che svolgono un’azione antinfiammatoria diretta, inattivando la bradichinina responsabile dell’infiammazione ed agendo sui radicali liberi così da ridurre l’irritazione.
Le azioni combinate delle resine e delle saponine della Grindelia, dei polisaccaridi della Piantaggine, dei flavonoidi dell’Elicriso, del miele e anche dei tannini e dei flavonoidi dell’Agrimonia, curano la tosse perché grazie all’effetto barriera impediscono il contatto della mucosa con gli stimoli irritanti e contemporaneamente idratano la mucosa e rendono il muco più fluido ed espettorabile.
Un prodotto contenente una combinazione di tali sostanze naturali, essendo privo di effetti collaterali, può essere assunto ripetutamente nella giornata sia dagli adulti sia dai bambini per lenire la tosse irritante e catarrale di qualunque natura. Non ci sono problemi ad assumerlo anche in combinazione con altri farmaci prescritti dal Medico.

Quando ci si ammala troppo: le infezioni respiratorie ricorrenti
Si dice che una persona soffre di infezioni respiratorie ricorrenti quando si ammala più di 2-4 volte l’anno (se è adulto) o più di 6-8 volte l’anno (se è un bambino). I motivi perché questo accade sono molto diversi tra adulti e bambini. Nonostante possa accadere che, in particolari condizioni di stress fisico e psichico, un adolescente o un adulto si ammalino più del dovuto, se le infezioni respiratorie si susseguono a breve scadenza in pochi mesi, specie poi se sono coinvolte anche le basse vie respiratorie, è bene affidarsi al Medico per un eventuale approfondimento diagnostico. Nel bambino in età scolare, nell’adolescente e nell’adulto alcune condizioni facilitano l’ammalarsi di frequente quali il fumo di sigaretta (anche passivo), soggiornare in ambienti molto affollati e poco arieggiati, soffrire di asma, di allergia o di altre malattie respiratorie croniche. Nel bambino sotto i 5 anni di età ammalarsi spesso è invece, un problema legato all’immaturità del sistema immunitario. Le difese del bambino nei confronti delle infezioni da virus e batteri non sono completamente sviluppate alla nascita. È per questa immaturità “fisiologica” che i bambini piccoli si ammalano molto più di frequente rispetto ai bambini più grandi, agli adolescenti e agli adulti. Un bambino appena inserito alla scuola materna che si ammala di frequente è raro che abbia un disturbo del sistema immunitario; è più probabile che si tratti di un bimbo del tutto “normale” che fatica ad affrontare i primi contatti con gli agenti infettivi che gli vengono trasmessi dai suoi coetanei. Il suo sistema immunitario è in difficoltà a rispondere agli agenti infettivi in maniera equilibrata ed efficace ma ha tutte le carte in regola per poter funzionare perfettamente quando si sarà sviluppato completamente. Il bambino può ammalarsi più spesso anche perché ha un fratello più grande che frequenta l’asilo nido o la scuola materna, vive in un’abitazione piccola con tante persone, i genitori fumano o perché è allergico o ha fattori costituzionali che lo predispongono alle infezioni.

Come prevenire le infezioni respiratorie ricorrenti nel bambino Se si ha un figlio di età minore di 5-6 anni che si ammala spesso, bisogna essere consapevoli che in genere il bambino non ha una malattia del sistema immunitario e che il suo è un problema quasi “fisiologico”. Sarà comunque il Pediatra a definire la diagnosi di infezioni respiratorie ricorrenti. In una condizione di questo genere sarebbe controproducente stimolare il sistema immunitario con sostanze aggressive mentre è più vantaggioso supportare il bambino con sostanze che aiutano il sistema immunitario a lavorare meglio senza stimolarlo in eccesso e senza alterarne il funzionamento. Talvolta, se il bambino frequenta una comunità infantile e se gli impegni dei genitori lo permettono, potrebbe essere sufficiente ritirare il bambino dalla comunità stessa per risolvere, almeno temporaneamente, il problema. Se si è impossibilitati a tenere a casa il bambino, o se è un fratello più grande che porta virus e batteri in casa, allora si può tentare di intervenire sul sistema immunitario cercando di renderlo più efficiente nel difendere i bambini dagli agenti patogeni. Nel caso del bambino più grande e dell’adulto - che non soffrano di deficit immunitari - sarà innanzitutto opportuno eliminare o ridurre l’impatto delle condizioni favorenti di cui si è parlato in precedenza e supportare il sistema immunitario in maniera non aggressiva. Giova anche molto non fare vita sedentaria e svolgere esercizio fisico regolare, nel bambino è utile il gioco libero all’aperto in tutte le stagioni. Per trattare il fenomeno delle infezioni respiratorie ricorrenti non esistono in commercio farmaci efficaci e completamente sicuri. Esistono invece piante medicinali utilizzate da secoli che possono essere di valido aiuto, per la loro azione molto delicata e nello stesso tempo sufficientemente efficace. Usate regolarmente nel periodo invernale riescono a limitare il numero d’infezioni e accorciarne il tempo di guarigione, permettendo a molti bambini di affrontare con maggior serenità il lungo periodo invernale.
Piante e sostanze naturali per la prevenzione delle infezioni respiratorie ricorrenti Tra le piante più interessanti per supportare l’organismo quando si soffre d’infezioni respiratorie ricorrenti vi sono l’Echinacea e l’Uncaria (più adatta però all’uso nell’adulto). Le proprietà di queste piante sono state studiate con metodi scientifici moderni, sia in laboratorio sia con studi sull’uomo adulto e per l’Echinacea anche sul bambino. Questi studi hanno dimostrato che l’Echinacea, fa aumentare il numero delle cellule che ci difendono nei confronti delle aggressioni di virus e batteri (linfociti, granulociti, macrofagi, ecc.), e fa produrre alle cellule del sistema immunitario delle sostanze che aiutano l’organismo a debellare gli agenti infettanti. L’Uncaria a sua volta agisce positivamente sulle difese immunitarie, e si è scoperto che la sua azione è ancora più efficace se è assunta insieme all’Echinacea perché le due piante lavorano in sinergia per supportare il sistema immunitario. Il Sambuco è una pianta usata dall’uomo sin dall’antichità per le sue proprietà salutari in quanto un gruppo di sostanze in esso contenute, i flavonoidi, riescono a limitare l’azione dei virus impedendogli di legarsi alle cellule dell’organismo e quindi di esplicare la loro capacità lesiva. Questo effetto del Sambuco può coadiuvare in maniera importante le azioni immunomodulanti di piante come l’Echinacea e l’Uncaria, potenziandone l’efficacia delle risposte dell’organismo nei confronti dei virus. Le azioni di queste piante, da sole o tra loro in combinazioni equilibrate, aiutano adulti e bambini ad affrontare meglio le infezioni; infatti, il sistema immunitario è più “pronto” nel rispondere alle aggressioni di virus e batteri e “spegne” prima lo stato infiammatorio da essi causato. Queste piante o combinazioni di loro prodotti possono essere assunti per cicli di 20 giorni consecutivi intervallati da una pausa di due settimane, in genere a partire dall’inizio dell’autunno ma si può iniziare l’assunzione in qualunque momento dell’inverno se se ne crea la necessità. In fine l’acerola, naturalmente ricca di Vitamina C e di numerose altre sostanze come i polifenoli e il ß-carotene che ne potenziano l’azione complessiva, ha azione di sostegno e ricostituente per il nostro organismo. In combinazione con il Sambuco, garantisce un supporto fisiologico nei casi di malessere come durante l’influenza, in quanto facilita i meccanismi fisiologici di risposta ai disagi tipici della stagione invernale, garantendo una pronta azione al bisogno.

Come proteggersi dalle infezioni e limitare il contagio
Evitate contatti ravvicinati con persone che hanno il raffreddore.
Evitate di toccarvi il viso (soprattutto bocca e naso) con le mani se non le avete appena lavate.
Quando starnutite o tossite copritevi bocca e naso con un fazzoletto, se non avete un fazzoletto a portata di mano cercate di coprire la bocca e il naso con il cavo del gomito.
Cambiate spesso il fazzoletto e lavatevi accuratamente le mani dopo averlo usato.
Se vi capita di starnutire o tossire coprendovi con le mani provvedete a lavarle subito con il sapone. Non toccate nessuna superficie prima di esservi lavati.
Una misura importante di prevenzione nei confronti delle malattie respiratorie virali è mangiare regolarmente abbondanti quantità di frutta e verdura fresche.